Obbligazioni corporate USA: tassi in salita, spread quasi fermi
Le obbligazioni corporate USA hanno perso circa il 3,5% tra l’8 settembre e il 5 ottobre, ma il prezzo del rischio di credito si è mosso poco. A pesare è stato il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, che ha colpito allo stesso modo le società di qualità e i titoli del Tesoro a 7-10 anni. Gli spread, il rendimento in più che le imprese pagano rispetto allo Stato, sono saliti soprattutto nell’alto rendimento. Restano però nella media degli ultimi tre anni. I nostri health score sono invece tra i più bassi degli ultimi dieci anni, e indicano uno stato debole che ha l’80% di probabilità di durare.
Dal 4,80% al 5,31%: la corsa del decennale
Il rendimento del titolo di Stato americano a 10 anni è salito dal 4,80% dell’8 settembre al 5,31% del 5 ottobre. Lo scatto principale è arrivato il 23 e 24 settembre, quando in due sedute è passato dal 4,96% al 5,18%. Il 6 ottobre è sceso al 5,27%.
Il rialzo ha cambiato la forma della curva. La differenza tra il rendimento a 10 anni e quello a 2 anni valeva 0,51 punti il 14 agosto ed è scesa a 0,20 il 21 settembre. Da allora il decennale è salito di 31 punti base e il biennale di soli 3, e la differenza è tornata a 0,48. La parte lunga della curva ha guidato il movimento.
Le obbligazioni perdono valore in proporzione alla loro scadenza media, perché più è lunga e più il prezzo reagisce ai rendimenti. I titoli di Stato a 7-10 anni e le societarie di qualità hanno scadenze medie simili e hanno perso lo stesso: il 3,5%. Le societarie ad alto rendimento, con scadenze medie più brevi, hanno perso il 2,7%.
Gli spread si sono mossi poco
Lo spread delle societarie di qualità era a 0,84% il 5 ottobre, contro lo 0,77% del 23 settembre. Il picco recente è stato lo 0,86% dell’1 ottobre. La media degli ultimi tre anni è 0,89%, e nel 2026 lo spread ha oscillato tra 0,73% e 0,94%.
Nell’alto rendimento il movimento è più ampio. Lo spread è passato dal 2,68% del 22 settembre al 3,12% del 5 ottobre, con un picco al 3,24% l’1 ottobre. Sono 44 punti base in due settimane. Il livello attuale è in linea con la media triennale di 3,10% e lontano dal massimo di 4,61% di aprile 2025. Il punto più alto del 2026 è 3,46%.
Lo stress di credito si riconosce da spread che salgono in modo ampio e da una volatilità in accelerazione. Oggi vediamo il primo segnale solo in parte e il secondo no: l’indice di volatilità dell’azionario americano è stato a 15,5 il 5 ottobre, dentro un intervallo tra 14,2 e 17,8 da metà agosto.

Gli score: uno stato debole e stabile
L’health score delle societarie di qualità è a 37,2 e quello dell’alto rendimento a 36,2.
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