Più dubbi che certezze sui mercati finanziari. Pesano i dazi e si attende il PCE price index
La settimana finisce con più dubbi che certezze per i mercati finanziari e a farne le spese sono soprattutto i listini statunitensi ed il settore tecnologico in particolare. I dazi tornano ad essere il principale market mover, in attesa dei dati su consumi privati e PCE price index. Azionario ancora debole, mentre sembra poter continuare la spinta sull’obbligazionario.


Dai nostri cruscotti intermarket emergono le nuove tendenze sviluppatesi in settimana. Nei grafici a sinistra notiamo l’impennata del rapporto tra S&P500 e Nasdaq e il movimento opposto del rapporto tra S&P500 e VIX. Letti assieme i due indicatori segnalano una riduzione del rischio da parte degli investitori. Da segnalare inoltre il rallentamento della corsa dell’oro rispetto al dollaro. Nei grafici a destra notiamo la brusca frenata dello S&P500; aumentare la correlazione tra azioni e materie prime, spinta ai massimi da novembre scorso. Continua, invece, il rally sull’obbligazionario.
Sul fronte macroeconomico gli investitori attendono, a questo punto con un po’ di preoccupazione, il dato sul PCE price index, l’indice sull’inflazione più monitorato dalla FED. Importante, inoltre, il dato sulle spese personali, indicatore della tenuta dei consumi. In Europa gli occhi sono puntati sulla Germania, con i numeri dell’inflazione di febbraio e delle vendite al dettaglio.
Le nostre analisi previsionali continuano a segnalare un momento di difficoltà per l’azionario, più accentuato per gli Stati Uniti. La situazione rimane mista per le materie prime e leggermente positiva per il dollaro (anche se l’indicazione generale è di attesa). Per quel che riguarda l’obbligazionario la musica non cambia: rendimenti ancora attesi in calo. Aumento leggero della volatilità.
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NOTE E AVVERTENZE
Dati elaborati da kbmeter.com. Data analisi: 28 Febbraio 2025 - 7:25 AM GMT+1
I contenuti hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza finanziaria. Tutti gli score e le valutazioni sono basate sui prezzi di chiusura della giornata di contrattazione precedente. L'indicazione sull'andamento dei futures si riferisce alla data e ora dell'analisi.
