L’inflazione USA gela le attese dei mercati
L’inflazione più persistente del previsto riduce le possibilità di nuovi interventi della FED nel breve termine, e i mercati finanziari reagiscono con un’altra giornata debole sull’azionario e con rendimenti obbligazionari in salita.


Osservando i nostri cruscotti intermarket, osserviamo innanzitutto il movimento dell’obbligazionario, la resistenza di cui parliamo da qualche settimana respinge il recente tentativo di riaccelerazione dei prezzi. Da notare il calo registrato ieri, alla luce dei dati poco lusinghieri sull’inflazione statunitense. Tendenza ancora rialzista per il rapporto di forza tra Oro e Dollaro, mentre assistiamo ad un recupero di forza del Nasdaq rispetto allo S&P500.
Sul fronte macroeconomico, dopo i dati sull’inflazione più alti del previsto, negli USA si attendono i numeri dei prezzi alla produzione, sperando che almeno questi mostrino segnali di raffreddamento. In Europa, invece, l’attesa è per i numeri della crescita economica in Gran Bretagna nell’ultimo trimestre del 2024. Le attese sono per un segno meno.
Le nostre analisi previsionali continuano ad indicare una fase interlocutoria per le principali asset class. Sull’azionario continuano ad esserci indicazioni migliori per l’Europa rispetto agli USA. Segnali di acquisto per i rendimenti dei titoli di stato statunitensi. Volatilità nella norma, un po’ più elevata per l’azionario.
Già abbonato? Accedi da qui
NOTE E AVVERTENZE
Dati elaborati da kbmeter.com. Data analisi: 13 Febbraio 2025 - 7:30 AM GMT+1
I contenuti hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza finanziaria. Tutti gli score e le valutazioni sono basate sui prezzi di chiusura della giornata di contrattazione precedente. L'indicazione sull'andamento dei futures si riferisce alla data e ora dell'analisi.
