Analisi ciclica: petrolio WTI. Cicli allineati al rialzo, ma il rischio delle tensioni USA-Iran è già nei prezzi?
Il petrolio WTI arriva a fine febbraio con un rally del +15.4% da inizio anno, quasi il triplo della performance stagionale attesa (+6.5%). Il perchè è noto: le tensioni USA-Iran hanno riportato sul tavolo lo scenario più temuto dai mercati energetici, una potenziale chiusura dello Stretto di Hormuz, la lingua d’acqua attraverso cui transita il 20% dell’offerta petrolifera globale.
Trump ha dato all’Iran “10-15 giorni” per raggiungere un accordo sul nucleare, avvertendo che altrimenti “accadranno cose molto brutte”. Gli strategist di Barclays ritengono che se il conflitto è imminente, sarà probabilmente di breve durata, con obiettivi definiti come già avvenuto la scorsa estate.
Il WTI è salito da $57 a $66-67 (+16%) incorporando un significativo premio per il rischio geopolitico. Secondo Rob Thummel di Tortoise Capital, “una disruption prolungata nello Stretto di Hormuz porterebbe il petrolio sopra $100“. Ma gli analisti concordano che questo scenario rimane a bassa probabilità.
Vediamo cosa ci suggerisce la nostra analisi ciclica sul petrolio WTI, tra allineamento al rialzo su diversi orizzonti temporali e un segnale contrarian di cui tenere conto.
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Analisi basata su KBMeter Cyclical Analysis. Dati al 23/02/2026. Le informazioni hanno finalità puramente informative e non costituiscono sollecitazione all’investimento.
