Small Cap USA tra momentum e correlazione in indebolimento con i bond
Negli ultimi 60 giorni il Russell 2000 ha guadagnato il 6,6%. Il Russell 3000, che include anche le grandi e medie capitalizzazioni, si è fermato al 2,8%. Un divario di quasi 4 punti percentuali in due mesi; un segnale che qualcosa nel comportamento delle Small Cap USA è cambiato.
I nostri score confermano lo scenario. Il Russell 2000 è oggi leggermente positivo — health score a 59,9, segnale direzionale a +20. In sé non è un valore eccezionale, ma il confronto interno alla categoria lo rende significativo: l’S&P 500 è fermo a 48,6, in territorio neutro. Nell’azionario USA, il Russell 2000 precede i semiconduttori (52,3), l’indice americano principale (48,6) e i minatori auriferi (41,7). Solo il Dow Jones, a 62,9, si trova più in alto. Le piccole imprese si muovono meglio delle grandi.
La performance degli ultimi due mesi non è stata lineare. Nelle prime due settimane le small cap avevano in realtà sotto-performato: mentre l’indice allargato guadagnava il 4,1%, il Russell 2000 si fermava al 2,6%. La svolta è arrivata a metà maggio, e il ribaltamento completo si è concentrato nelle ultime quattro settimane: da fine maggio a oggi il Russell 2000 ha guadagnato l’1,7% mentre l’indice a tremila titoli ha ceduto il 2,5%. Non è solo che le piccole imprese salgono — è che salgono mentre il resto dell’azionario si ferma.
Per capire il perché, bisogna fare un passo indietro e iniziare, intanto, ricordando il legame storico tra questo segmento e i tassi d’interesse. Le piccole imprese americane si finanziano prevalentemente attraverso il credito bancario a tasso variabile: circa il 40% del debito delle società nel Russell 2000 è a tasso variabile, contro meno del 10% per l’S&P 500. Quando i tassi scendono — o quando il mercato si aspetta che scendano — il beneficio per le small cap è più diretto e più immediato rispetto alle grandi. È per questo che storicamente il Russell 2000 tende a muoversi in modo positivamente correlato con i prezzi dei titoli di Stato: entrambi beneficiano della stessa narrativa, quella della discesa del costo del denaro.
Questa relazione era perfettamente attiva fino a inizio giugno. La correlazione a venti giorni tra il Russell 2000 e i Treasury a lunga scadenza aveva toccato 0,90 — un valore molto alto, che segnalava un mercato che comprava entrambi per la stessa ragione. Da quel momento la correlazione ha cominciato a scendere con continuità, e oggi si trova a 0,52. Un calo di 0,40 punti di correlazione è sicuramente un segnale interessante.
Cosa è cambiato? Il momentum ha preso il sopravvento. Nel sistema KBMeter i delta del momentum del Russell 2000 sono positivi su tutti e tre i timeframe — breve, medio e lungo. È una configurazione che raramente si vede così allineata, e che tende a essere auto-alimentante: quando un segmento si muove bene per ragioni strutturali, il flusso lo insegue, e il flusso stesso diventa una ragione aggiuntiva. Il mercato non compra più le piccole imprese come scommessa sui tagli della Fed — le compra perché stanno salendo.
Sotto questo slancio ci sono però ragioni concrete.
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