Rapporto Oro/Rame, i segnali sono ancora di prudenza
Il rapporto tra oro e rame (Gold-to-Copper Ratio) è uno strumento molto usato per interpretare il sentiment macroeconomico e per anticipare potenziali svolte nei mercati. Andiamo a vedere la situazione ad inizio giugno.
Vista la natura di bene rifugio dell’oro e di metallo industriale del rame, il rapporto tra il prezzo dei due metalli può dare sicuramente indicazioni interessanti sul sentiment degli investitori. Un rapporto alto (oro > rame) è un segnale di paura, avversione al rischio, aspettative di crescita debole. Al contrario, un rapporto basso (rame > oro) dovrebbe essere un segnale di fiducia, ciclicità, aspettative di crescita economica forte.
Storicamente, inoltre, un forte rialzo del rapporto oro/rame ha preceduto fasi recessive o shock (es. crisi finanziaria 2008, pandemia 2020). Mentre un crollo del rapporto ha spesso segnalato ripartenze economiche o reflazione (es. post-2020 con investimenti infrastrutturali e ripresa cinese).
Presentate le potenzialità dell’indicatore, andiamo allora a vedere qual è la situazione ad inizio giugno.

Qui sopra abbiamo rappresentato il rapporto di forza tra i future dell’oro e quello del rame. L’andamento è piuttosto chiaro. Dopo una fase di debolezza nel primo trimestre, l’indicatore è schizzato verso l’alto nei giorni attorno al “Liberation Day” di Trump e rimane al momento sui massimi ad un anno. L’indicazione che se ne ricava è dunque quella di un sentiment di mercato ancora orientato alla prudenza. I livelli elevati, inoltre, segnalano ancora il rischio di una potenziale fase recessiva nei prossimi mesi.
