Primo semestre 2025: i treasury a 7-10 anni hanno battuto lo S&P500. Ma qualcosa sta cambiando
Nel primo semestre del 2025 i titoli di stato statunitensi (treasury) a 7-10 anni hanno fatto meglio dello S&P500. Un evento normale in condizioni di incertezza, ma che non sembra destinato a durare (almeno nel breve termine).
Il rendimento a sei mesi del principale Etf sullo S&P500 quotato a New York è di poco inferiore all’1% (dividendi esclusi). Si tratta di un dato interessante, frutto della volatilità che ha caratterizzato il primo semestre del 2025. Ma diventa ancora più interessante se lo confrontiamo con un altro dato: sempre negli ultimi 6 mesi, lo IEF (un etf in dollari che investe in Treasury a 7-10 anni) ha reso il 3,93%!
Non si tratta di un comportamento anomalo, in momenti di incertezza gli investitori tendono a privilegiare asset più conservativi. L’obbligazionario nel 2025 ha così beneficiato sia di un clima di maggiore avversione al rischio (risk-off), sia di una possibile discesa dei rendimenti su aspettative di tagli dei tassi o di un rallentamento economico.

Ma per capire da dove arriva questo risultato e come potrebbe evolversi la situazione nei prossimi mesi, è utile andare ad osservare l’andamento del rapporto di forza relativo tra i due strumenti finanziari. Lo vediamo nel grafico qui sopra. Si osserva come il rapporto tenda al rialzo fino a marzo scorso, poi crolli fino a metà aprile e successivamente riprenda a salire da maggio scorso. Si nota tra l’altro un interessante incrocio al rialzo tra la media mobile a 50 e 200 giorni realizzatosi nelle ultime settimane. Un segnale che fa ipotizzare un ulteriore recupero dello SPY rispetto allo IEF.
