Mercati azionari in recupero: c’è eccessivo ottimismo?
I mercati azionari hanno sostanzialmente completato il recupero dallo scivolone di inizio aprile. Ma c’è chi vede in questo rapidissimo rimbalzo un eccessivo ottimismo.
Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, ha recentemente avvertito che i mercati azionari mostrano segni di compiacenza, ignorando rischi potenzialmente seri come l’inflazione persistente, la geopolitica instabile e il livello già elevato dei tassi d’interesse.
MarketWatch riporta l’analisi di Jonathan Krinsky, chief market technician di BTIG, che mostra come alcuni dati e segnali sembrino supportare la visione proposta da Dimon: tra questi, la bassa volatilità implicita e l’appiattimento degli spread creditizi, due segnali tipici di eccessivo ottimismo tra gli investitori.
Proviamo a vedere alcuni indicatori di mercato e intermarket.

Innanzitutto, lo vediamo nel grafico qui sopra, i titoli obbligazionari speculativi sono tornati a fare meglio del paniere generale, riprendendo quell’intonazione positiva che li aveva guidati nel periodo migliore dei Trump Trades. L’indicatore si trova ora sui livelli di novembre scorso, tornando sopra la media a 200 giorni.

Il CBOE Equity Put/Call Ratio, il rapporto tra volumi di opzioni Put (che sfruttano i ribassi azionari) e le opzioni Call (che guadagnano sui rialzi) è al di sotto della soglia critica degli 0,7 punti. Livelli inferiori a questa soglia sono spesso considerati estremamente ottimistici.

Il rapporto Equity vs Bond Rotation, illustrato nel grafico qui sopra, mostra il prepotente ritorno della propensione al rischio da metà aprile ad oggi, con livelli che si avvicinano ai massimi di inizio anno. Anche in questo caso, il movimento molto repentino fa pensare ad un eccessivo ottimismo da parte degli investitori.
