High Yield, il confronto fra Stati Uniti ed Europa
L’High Yield Stati Uniti ha corso più di quello Europa e si trova ai massimi relativi. Con un pattern statistico che favorisce il ritorno verso la media, però, le condizioni sembrano propizie per un riequilibrio a favore dell’Europa.
La Federal Reserve ha ridotto i tassi di 175 punti base da settembre 2024, portandoli al 3.50%-3.75%. Il mercato prezza altri 1-2 tagli nel 2026 verso il 3.00%-3.25%. La BCE, invece, ha mantenuto i tassi invariati al 2.0% da luglio 2025. Lagarde ha dichiarato che la politica monetaria è in una “buona posizione”. Il differenziale di tassi (~150 bps a favore degli USA) si sta restringendo, ma rimane significativo.
Questa divergenza ha conseguenze dirette sul credito corporate. Le aziende americane che devono rifinanziare il debito affrontano costi più elevati. Quelle europee, invece, godono di una maggiore stabilità. Ma c’è un rovescio della medaglia: se la Fed taglia è perché vede nuvole all’orizzonte — in particolare sul mercato del lavoro. La BCE sta ferma perché può permetterselo, non perché l’economia europea brilli.
Confrontando l’ETF High Yield americano (HYG, che quota $80.72) con quello europeo (IHYG.MI, a €93.68), emerge un quadro interessante. Il rapporto tra i due si trova sui massimi degli ultimi due anni.
Tradotto: l’High Yield USA ha sovraperformato quello europeo in modo significativo. Non perché stia andando bene in assoluto, ma perché ha perso meno terreno o recuperato più velocemente.
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Dati al 3 Febbraio 2026
Questa analisi è fornita a solo scopo informativo e non costituisce sollecitazione all’investimento. Il mercato High Yield comporta rischi significativi di perdita del capitale.
