Dollaro e VIX: due regimi in otto settimane
La guerra in Iran ha riportato il dollaro a fare quello che ci si aspetta da lui nelle crisi: salire. Lo sottolineano molti analisti in questi giorni, osservando come la correlazione tra il dollaro e il VIX — l’indice della volatilità implicita dell’S&P 500 — sia tornata positiva dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, riportandosi ai livelli visti l’ultima volta nel 2024.
Secondo Edoardo Campanella di UniCredit, durante il conflitto il dollaro è stato “significativamente” più correlato alla volatilità azionaria che ai prezzi del petrolio: quando l’avversione al rischio globale sale bruscamente, gli investitori tornano alla valuta più liquida del sistema. Una legge quasi gravitazionale della finanza internazionale, apparentemente tornata in vigore.
Il punto è quel “tornata”, perché questa legge era stata sospesa per quasi un anno intero.
I dazi universali di Trump avevano capovolto il rapporto: per buona parte del 2025, ogni volta che i mercati azionari americani entravano in fibrillazione, il dollaro scendeva in parallelo anziché apprezzarsi.
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Foto di Michael Kauer
