Azionario, non solo bassa volatilità, torna sotto i riflettori anche il dividendo
Raccontavamo settimana scorsa del recupero del fattore Low Volatility, frutto dell’incertezza che attraversa i mercati azionari mondiali in questa particolare fase storica. Oggi riprendiamo l’argomento fattori, andando ad analizzare quello relativo alle azioni ad alto dividendo.

Nel grafico qui sopra osserviamo l’andamento dell’ETF Schwab U.S. Dividend Equity (SCHD), che prende in considerazione le azioni ad alto dividendo quotate sulla borsa statunitense. Si nota come da metà dell’anno scorso, l’ETF abbia cominciato a recuperare terreno. L’aumento dell’incertezza sui mercati ha riacceso l’interesse nei confronti del fattore high dividend.
Le società ad alto dividendo tendono a essere aziende consolidate, con flussi di cassa costanti e bassi livelli di rischio, spesso subiscono meno oscillazioni rispetto ai titoli growth o ai settori più speculativi e possono essere considerate “rifugio” in momenti di turbolenza di mercato.

Il grafico qui sopra mostra il rapporto di forza tra l’indice delle azioni USA ad alto dividendo ed il Dow Jones. Si nota come l’indicatore abbia subito una brusca impennata a partire da fine febbraio scorso, con gli investitori che vista la volatilità crescente sui mercati hanno iniziato a riconsiderare le proprie strategie.

Il potenziale cambio di rotta è particolarmente apprezzabile se allunghiamo l’orizzonte temporale a cinque anni (grafico qui sopra). Osserviamo la lunga tendenza ribassista da metà 2022 ed il ritorno a più riprese sopra la media mobile a 200 giorni tra la seconda metà del 2024 e le ultime settimane.
